Pratella

Durante l’età romana il territorio di Pratella, come quello della vicina Prata Sannita, era destinato a rifornire la legna alla città di Allifae e come compascusager, vale a dire come pascolo comune. La storia di Pratella inizia nel pieno medioevo. Il documento più antico in cui appare il toponimo Pratilla si rinviene nella documentazione Normanna, benché il nome risalga già al periodo tardo-romano.

Pratella è bagnata dal fiume Lete che si inabissa nella grotta inghiottitoi nei pressi dell’abitato di Letino. Oggi Pratella è rinomata per le proprietà dell’acqua oligominerale “Lete” ma già nel 1889 fu aperto uno stabilimento termo-minerale denominato “Regina sul Lete” di proprietà di Luigi Ferraro. Nel giro di pochi anni le terme divennero una delle mete preferite dei turisti campani che venivano a curarsi con le acque e i fanghi. Il parco termale verso la prima metà del novecento cominciò il lento declino che culminò con la morte del fondatore.

Il sito archeologico di Rocca Vecchia di Pratella, situato su monte Cavuto, un’altura a picco sulla piana del Volturno, risale all’inizio del IV seolo a.C. L’insediamento urbano, che è passato alla storia con il nome di Callifae, assunse un ruolo egemone su tutto un vasto territorio compreso tra i monti del Matese e il fiume Volturno. Localizzata tra Allifae e Rufrae (Presenzano) la città fortificata di monte Cavuto lascia trasparire l’ipotesi di un vasto insediamento di cui oggi rimangono un teatro sannita dotato di scena in muratura e cavea scavata nella roccia – il secondo scoperto nel Sannio dopo quello di Pietrabbondante -, alcune cisterne e una poderosa cinta muraria realizzata con massi megalitici dell’estensione di alcuni chilometri.