Piedimonte Matese

La città di Piedimonte Matese che conta una popolazione di circa 12 mila abitanti è situata allo sbocco di due profonde gole che tagliano il versante meridionale del Matese.

Il centro storico, di impronta tipicamente medievale, è addossato alla montagna e percorso da stretti vicoli a gradoni. La città fu parte della contea di Alife, poi passò al feudo dei de Busson, quindi fu dei D’Aquino, dei Della Leonessa, infine dei Gaetani. Nel 1229 il centro resistette all’assedio dell’esercito pontificio, inviato contro Federico II di Svevia, ma fu espugnato e devastato nel 1437 dal cardinale Vitelleschi, inviato da Eugenio IV contro Alfonso d’Aragona.

La città nel 1503 venne saccheggiata dagli spagnoli e nel 1799 dai francesi. Il periodo più florido fu quello in cui si svilupparono l’industria della lana e dei tessuti, tra il XVI e il XVII secolo. La produzione di lana valse a Piedimonte il titolo di città, conferitole nel 1530 da Carlo V. Nel secolo scorso la città è stata un polo importante della produzione manifatturiera con un rinomato cotonificio, oggi dismesso. A mano a mano che si procede verso il centro storico, si incontrano interessanti monumenti storici. Sulla piazza Ercole d’Agnese, dove si trova un busto marmoreo di Ercole d’Agnese, martire della repubblica napoletana del 1799, affaccia la chiesa di San Tommaso d’Aquino, detta anche di San Domenico, con l’annesso convento dei Domenicani, costruito nel 1414 sui resti di precedenti edifici religiosi e di un tempio romano. Nel convento è il Museo Civico ‘Raffaele Marrocco’ (ribattezzato per il progetto museale con l’acronimo MUCIRAMA), riaperto il 16 giugno 2013 con l’inaugurazione della mostra permanente sui sanniti “Gens Fortissima Italiae”. La Mostra presenta reperti davvero interessanti ritrovati decenni fa nei dintorni del Monte Cila, offrendo una testimonianza del passato che fu nelle terre piedimontesi. Pezzo forte delle collezioni archeologiche è il celebre Corridore del Cila, un statuetta sannita di bronzo.
Interessanti sono anche le chiese di San Salvatore, realizzata su disegno di Cosimo Fanzago, con interni a marmi policromi e pavimento maiolicato e quella di San Biagio (XV sec.), con portale a ogiva e navata unica affrescata.

Il centro storico, negli ultimi decenni alquanto trascurato, ospita il Palazzo ducale dei Gaetani d’Aragona, rifatto all’inizio del ‘700 che presenta notevoli decorazioni in ferro battuto ai balconi della facciata. Dei periodi precedenti rimangono alcune finestre ogivali, un portale seicentesco, un altro durazzesco. Nella parte alta del borgo v’è il Palazzetto de Forma, con belle bifore del XIV secolo.

Le sorgenti del Torano e del Maretto, che sgorgano nel centro cittadino, sono il segno inequivocabile della presenza, all’interno del massiccio montuoso, di imponenti fenomeni carsici sotterranei. Le acque delle due sorgenti vengono convogliate fin dagli anni cinquanta del novecento nell’Acquedotto campano.

Sulle alture del monte Cila, a nord-ovest di Piedimonte Matese, sono state rinvenute delle mura megalitiche di tipo arcaico (IV. Secolo a.C.), oggi visitabili grazie alla realizzazione del Parco archeologico di monte Cila.

A 4 chilometri dal  centro, raggiungibile anche  a piedi per una gradevole mulattiera a gradoni, è il santuario di S.Maria Occorrevole, con un bel campanile del 1780. La chiesa, rifatta nel XVIII secolo e all’inizio del ‘900, conserva un abside del ‘300 con affreschi del XV secolo. Per un ameno viale alberato si può raggiungere il santuario di S. Maria degli Angeli, detto ” La Solitudine”, eremo degli Alcantarini, consacrato nel 1678, con alcune cappelle sparse nel bellissimo bosco di lecci e querce. Dalla Loggia di Pilato si gode una spettacolare vista sulla sottostante forra del Torano e sulla valle dell’Inferno.

Notizie tratte da “Campania” del Touring Club Italiano, edizione 2011.