Pesco Rosso da Capriati a Volturno

Lunghezza: 36 km
Tempo complessivo: 5h e 30min
Difficoltà: impegnativa, per buoni ciclisti
Quote: min. 221 m, max. 950 m
Note: Pesco Rosso, o meglio “ Pischu Rusciuu ”, come la chiamano gli abitanti del posto, è un paretone che dà il nome alla splendida forra sottostante, scoperta ed esplorata soltanto alla fine del 1992, a dimostrazione dell’isolamento dei luoghi.
L’itinerario costeggia interamente la forra attraverso un antica strada di montagna, costruita dai Romani nel periodo delle guerre sannitiche, che collega le pianure di Isernia e Venafro alla parte centrale del Matese.

L’inizio dell’anello si trova a pochi chilometri da Capriati a Volturno, sulla statale 158, presso la Masseria Sterpaia (211 m), dove una sterrata si inerpica sulla montagna con pendenza accentuata e sfondo sconnesso (problemi di aderenza). Dopo circa 2 km si giunge ad un bivio, dove si va a destra, scorgendo un terrazzamento artificiale dove si erge la torre piezometrica della centrale ENEL di Capriati al Volturno. La dura salita può essere allietata, in estate, dalle buonissime more che crescono ai lati della strada. Raggiunta la cima di M. S. Crocella (874) la sterrata diviene più agevole e segue la curva di livello dei 900 m, con una splendida vista sulla sottostante Valle della Sava. Questo fiume dopo aver formato il lago artificiale di Gallo, si inabissa nell’inghiottitoio dell’Acqua Spruzzata e torna alla luce nei press del paese di Fontegreca, 600m più in basso.

Dopo aver percorso una lunga cresta fiancheggiando i monti, una leggera discesa ci conduce sulla strada asfaltata che sale da Fontegreca a Gallo Matese, paesino dove si giunge in breve (818 m; il toponimo pare derivare dal germanico wald, bosco).

Si svolta a sinistra in direzione di Vallelunga, che dista 5 km. Si oltrepassa questo piccolo centro in direzione di Monteroduni e dopo una stretta curva a gomito (confine regionale, casa sulla sinistra), si trova il punto dove è necessario abbandonare la strada asfaltata: uno spiazzo sulla destra è il segnale che bisogna scendere a valle, sulla sinistra, per iniziare il più bel sentiero di montagna di tutto il Matese.

Una mulattiera, nel primo tratto a gradoni, oltrepassa un grazioso ponte: si svolta a destra prima del ponte, e si segue il sentiero lastricato, un bel terrazzamento a secco che segue la destra orografica del vallone. Più avanti, di fronte, spicca l’infuocata parete di Pesco Rosso.

Il sentiero diviene più largo ma anche più esposto, e in corrispondenza un paesaggio a picco sulla forra è opportuno mettere per un breve tratto la bici in spalla. Si comincia a scendere apprezzando ad ogni curva la mirabile opera dei progettisti e costruttori romani. La discesa sii esaurisce presso il Colle Lucito (518 m), oltre il quale si gode di una splendida vista sul castello ed il borgo medioevale di Monteroduni.

Poco più avanti si imbocca una sterrata, che si segue verso sinistra, paralleli al vallone, giungendo in breve nei pressi del ponte sulla statale 158. Si gira a sinistra e dopo circa 4 km si raggiunge il punto di partenza.