Mons Militum (Monte Miletto) da Miralago

Lunghezza: 45 km
Tempo complessivo: 7 ore
Difficoltà: difficile
Quota: min. 1096 m, max. 2050 m
Note: Monte Miletto è la vetta più alta di tutto il massiccio del Matese, e l’itinerario si svolge quasi internamente in montagna, su sentieri sassosi e talvolta molto esposti. Sono richieste pertanto buone condizioni fisiche una consolidata esperienza da mountain biker; indispensabile l’uso degli spallacci.

Da Miralago  (1096 m, Castello dl Matese) si prende la strada asfaltata che, costeggiando l’albergo e alcune case, scende verso il lato orientale del Lago del Matese. Si prosegue sino all’azienda agricola Falode, in località acqua di S. Maria (rifornimento d’acqua), mentre il fondo stradale, prima sconnesso, diventa un nastro verde che si perde lungo il bordo del lago. Si tiene sempre la destra, fino a imboccare – appena dopo la strapiombante gola Falco – l’evidente tracciato che risale a zig – zag il costone della montagna. La salita, che richiede grandi doti di equilibrio, porta ad una piccola sella con splendida vista sulla distesa del lago e sui canneti orientali dai colori sfumati (numerosi acquatici di passo). Ancora due tornanti, con fondo stradale compatto, e si giunge all’Esule, ampia vallata con fontanile: è l’ultimo punto con acqua prima di Campitello.

Si costeggia verso sinistra il colle alle spalle del fontanile e bici in spalla si sale per un evidente sentiero sino al Colle del monaco; quindi guadagna la dolina di Campo l’Urtica (1592 m).

Giunti al valico di Capo d’Acqua la vista spazia sulla sottostante strada che congiunge il passo del Perrone con Campitello Matese e sull’imponente mole di Monte Miletto. Si punta ora verso nord-ovest e si raggiunge, bici in spalla, la lunga cresta che divide Capo d’Acqua dalla vasta conca carsica di Campo dell’Arco (arco naturale e inghiottitoio fossile): qui corre il confine Molise – Campania .

Al termine della cresta vi è un rifugio di pastori (1700 m); da questo punto inizia il sentiero, pedalabile per piccoli tratti, che costeggiando le pendici del Miletto verso ovest porta sino alla Forca dei Cani (1940 m): ampia veduta sul sottostante delle Secine , sul Lago di Letino e Gallo e sulla più lontana piana di Venafro. Un ultimo strappo su tornanti porta ad una valletta erbosa: alle spalle si alza la cima con la croce e un impianto a pannelli solari che alimenta un ripetitore dell’esercito.

La faticosa ascesa è ripagata al panorama che si gode dalla vetta del Monte Miletto (2050 m): nelle giornate limpide è possibile spaziare dal nastro argentato del Mare Adriatico ai golfi di Salerno, Napoli e Gaeta. Un sentiero segnato con chiazze bianche e rosse conduce in breve al rifugio sottostante, dove termina la seggiovia proveniente dalla stazione sciistica di Campitello Matese: la si raggiunge attraverso una lunga e spettacolare discesa sulle piste da sci.

Arrivati al piazzale si prende subito la strada asfaltata che costeggia il pianoro, lasciando alle spalle le tonnellate di cemento che hanno radicalmente cambiato la fisionomia del luogo.

Una tranquilla pedalata attraverso il verde dell’erba e il bianco dei pinnacoli calcarei, quasi lunari, riporta in Campania, al Passo del Perrone (1250 m). Al grande incrocio si imbocca il vecchio tratturo(di fianco alla statale): la discesa nel bosco porta alla Fonte del Corvo (potabile) e quindi al Pianoro di Capo di Campo. Sulla destra una deviazione per il lago riconduce alla strada, ora in salita, che porta a Miralago (1096).