La Francigena del Sud

La riscoperta recente delle vie di pellegrinaggio in Italia, sulla scia di quello che è avvenuto in Spagna con il Camino di Santiago, ha permesso di inserire antichi centri abitati nelle nuove direttrici di traffico lento, a piedi e in bicicletta, ravvivando così un sistema di valori e tradizioni che sembrava irrimediabilmente perduto.

La Francigena del Sud, l’antico itinerario percorso dai pellegrini, che da Roma intendevano raggiungere la Terra Santa e quindi i porti d’imbarco della Puglia, è uno di questi itinerari; l’altro maggiore è la Via Francigena propriamente così chiamata, che ricalca l’itinerario che il vescovo Sigerico percorse nel 900, quando si recò da Canterbury con il suo seguito a Roma, per ricevere l’investitura  papale (il pallium).

La Francigena del Sud, che ricalca le antiche vie consolari romane come l’Appia, la via Latina e l’Appia Traiana, transita per Alife. Per la precisione nella guida di Monica D’Atti e Franco Citti, edizioni Terre di Mezzo, è indicata come l’ottava tappa delle trenta previste per raggiungere S. Maria di Leuca – de finibusterrae –   dalla Basilica di San Pietro in Roma.

La tappa, della lunghezza di circa quaranta chilometri, ha inizio a Mignano Monte Lungo, e ha un dislivello totale in salita di metri 372, mentre in discesa è di metri 607. Dall’Abbazia della Ferrara segue il tracciato della Ciclovia del Volturno.

Il percorso è piacevole e articolato, in parte su asfalto e in parte su sterrato, e se non fosse per i due chilometri da percorrere sulla Casilina, dopo Mignano Monte Lungo, il cammino sarebbe perfetto.

Chi ha percorso, a piedi o in bicicletta il Camino di Santiago, si è reso conto come una semplice freccia “amarilla” ha permesso in Spagna il recupero socio-economico di tante zone interne, altrimenti votate all’abbandono. Un volano basato esclusivamente sul continuo ed incessante afflusso di pellegrini, provenienti da ogni parte del mondo che ha permesso l’espandersi  di una ricettività diffusa e capillare: ostelli, bar, ristoranti, alberghi del pellegrino che danno sostegno all’economia locale senza faraonici investimenti.

Sarebbe auspicabile che anche nelle nostre zone l’opinione pubblica locale fosse sensibilizzata e resa edotta sull’importanza delle vie di pellegrinaggio, e le comunità e gli enti locali si facessero promotori di iniziative volte a rendere più fruibili i percorsi, favorendo così i lenti camminatori, portatori di pace e fratellanza.

Per ulteriori informazioni vi invitiamo a visitare il sito www.viefrancigenedelsud.it