Il Palazzo Ducale

Il palazzo dei Gaetani dell’Aquila di Aragona torreggia maestoso nel quartiere medievale di Piedimonte d’Alife, ora Matese. Nonostante sia da anni in malinconico abbandono, praticamente disabitato e privo di manutenzione, per la sua posizione e la sua mole severa è certo la più imponente testimonianza storico – architettonica di un antico e notevole comparto edilizio peraltro non privo di altri monumenti, come la chiesa gotica di S. Giovanni che svetta sul borgo, o la basilica di S. Maria, o il convento domenicano.

Continua così a testimoniare i fasti di una delle più antiche e cospicue famiglie italiane, imparentata con le più nobili casate del regno, che vanta nella sua secolare storia pontefici e condottieri, viceré, letterati e scienziati.

Il Palazzo presenta stratificazioni e  prospetti; l’ultimo rifacimento risale all’inizio del XVIII secolo con grandi balconi adorni di ringhiere di ferro e ottone; dei periodi costruttivi precedenti rimangono alcune finestre ogivali; due portali: seicentesco quello della facciata, durazzesco del XV secolo quello che affaccia sulla strada a gradoni, sul fianco orientale, con busti negli angoli superiori; la fontana delle aquile nel cortile. Nell’interno si trovano un salone con decorazioni del ‘500 e altre sale con stucchi e dipinti dei secoli XVII e XVIII.

Un recente studio iconografico ad opera di Anna Barbiero ha permesso di individuare gli artisti che hanno lavorato alle decorazioni del palazzo nelle diverse epoche, quali Franceso Solimena, che replicò per donna Aurora Sanseverino “L’Aurora” dipinta per l’elettore di Magonza, Nicola Maria Rossi che lavorò a Vienna e per il conte Harrach, Bernardo De Dominici  che fu nominato pittore di corte.