Il Parco Nazionale del Matese

Foto di Natalino Russo

Campochiaro Ingresso della grotta di Cul di Bove

Il Parco Nazionale del Matese è stato istituito ai sensi dell’art.1, comma 1116 della legge finanziaria n° 205 del 27 dicembre 2017 su una superficie di oltre 100 mila ettari che interessa sia il versante molisano che quello campano, con una dotazione finanziaria di 300 mila euro per il 2018 e 2 milioni di euro a partire dal 2019. Nell’area del parco ricadono ben 64 comuni, tra cui tutti i comuni ove sono insediate le filiali della Banca ad eccezione di Pietramelara, ripartiti in quattro province (Caserta, Benevento, Isernia e Campobasso) e due regioni (Campania e Molise). Nel territorio sono presenti cinque fiumi e tre laghi e sedici corpi idrici sotterranei. Nello studio preliminare sono state individuate centottanta produzioni agricole e zootecniche di qualità (cultivar locali, razze in via di estinzione, prodotti con marchi di qualità) che costituiscono importanti elementi di valorizzazione per lo sviluppo di un’economia sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Innumerevoli le valenze ambientali distribuite su quattro tipi di paesaggi: montagne carbonatiche, pianura di fondovalle, colline carbonatiche e rilievi con penne e spine rocciose. Sono presenti 44 geositi fra cui il sito paleontologico di rilevo internazionale di Pietraroja dove è stato rinvenuto un fossile di un cucciolo di dinosauro, lo Scipionyx samniticus. Nell’area del Parco vi sono importanti siti di svernamento per la fauna acquatica quali il lago del Matese, il lago di Gallo e quello di Letino, l’oasi delle Mortine in prossimità del fiume Volturno. E’ stata individuata un’area di collegamento ecologico funzionale tra il Parco Nazionale del Matese e il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise per le specie a priorità di conservazione come l’orso bruno marsicano, la lontra, la rupicapra e il lupo. Sono stati inoltre inclusi nell’area del parco diversi siti di svernamento e riproduzione di chirotteri minacciati di estinzione. Il Parco tra l’altro è ricco di sorgenti d’acqua, monumenti storici, siti archeologici, tra cui la plurimillenaria citta romana di Saepinum – Altilia, perfettamente conservata, con le terme, il teatro, il foro, il selciato romano ancora intatto, santuari, borghi e castelli. Il fondovalle del parco sia del versante campano che molisano è attraversato da due antichissime direttrici viarie, oggi percorse da migliaia di viandanti e pellegrini: la Via Francigena del Sud che collega Roma con Santa Maria di Leuca e la Via Micaelica che da Poggio Bustone nei pressi di Rieti arriva sino a Monte S. Angelo, sul Gargano. Sono dunque presenti tutti gli ingredienti per uno sviluppo armonico del territorio e il Parco Nazionale potrebbe senz’altro diventare il motore propulsore dell’intera economia delle aree interne della Campania e del Molise, unite da un unico obiettivo: stimolare la crescita di una economia sostenibile, offrire ai giovani di domani un lavoro e un reddito legato al territorio dove abitano, salvaguardare il suolo montano dal degrado.