Chiesa di Santa Maria

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La cappella è uno dei più pregevoli monumenti di età longobarda in cui sono rintracciabili impronte di architettura bizantina. Sorge nel luogo dove si trovava l’antica città di Cubulteria, i cui resti sono visibili all’interno della basilica, che fu sede vescovile fino al quarto secolo. In seguito venne trasformata in una chiesa in onore del culto di Santa Maria e poi, nel 1300, di San Ferdinando d’Aragona, vescovo di Caiazzo e protettore delle terre di Alvignano e di Dragoni. La cappella è situata nel borgo di S. Mauro è dedicata a Santa Maria della Natività e tutto ciò che attualmente è possibile ammirare – il portale, gli affreschi interni (che allora erano quattro mentre oggi sono solo tre) e il fonte battesimale in pietra – risalgono alle modifiche apportate nel 1527. Tutta la costruzione è in pietra non squadrata. Molto probabilmente il portale originario, così come la facciata, erano in tufo nero. L’attuale è in pietra locale, facilmente lavorabile e con un’altezza di m. 2.60 ed una larghezza di m. 1.80. Si compone di sette riquadri decorati su ogni lato e di quattro sull’architrave, più due epigrafi, ai lati del portale. I primi due riquadri del portale presentano decorazioni floreali; troviamo poi raffigurati due animali: il cavallo e il maiale. La rappresentazione dei due animali non è casuale: ha un significato teologico. II cavallo, infatti, nelle raffigurazioni sacre è un animale discutibile: può essere considerato buono poichè adibito al trasporto di cose e persone, ma può altresì essere considerato cattivo, perchè, spesso utilizzato dal demonio o addirittura considerato quale personificazione di Satana. II maiale, invece, è la rappresentazione del peccato perchè simbolo dell’impurità . C’è poi la cornice e tutto il portale è sormontato da un decoro in tufo grigio. Questa cappella ci lascia intendere come potevano essere le altre cappelle alvignanesi dei vari casali nel XV-XVI sec.

Salendo troviamo raffigurati prima due putti poi, continuando a sinistra si può osservare la Madonna sormontata da due angeli che la incoronano; a destra la Croce di Cristo che rappresenta la Redenzione e, infine, sopra di questa, un angelo. Sull’architrave c’è invece l’annuncio del Vangelo e del Giudizio Universale fatto dai due angeli con le trombe.

II portale è ben congegnato: indica la via della salvezza che va dal male alla Redenzione, itinerario possibile solo attraverso il Vangelo. I quattro riquadri centrali illustrano i simboli dei quattro Evangelisti (Matteo, Marco, Luca, Giovanni), mentre su di una dei due riquadri laterali troviamo il nome di un tale Egone (Et Egone Scribat), che potrebbe essere colui che ha pagato i lavori, oppure l’artista che ha eseguito il portale. Sull’architrave è posta una lastra di pietra con su incisa la dedica della Cappella alla Madonna della Natività .

All’interno della cappella è conservata una pregevole statua raffigurante la Madonna con Bambino. Una leggenda narra che la statua fu trovata in un pozzo che esisteva qualche anno fa nei pressi del borgo. La statua, magnifico esempio di arte napoletana, è in legno di pero. Non si conosce il nome di colui che l’ha realizzata, nè la data precisa, che, con un certo margine di approssimazione, si fa risalire al 1700. I colori ripresi dopo l’ultimo restauro sono quelli originali. II Bambino che siede sulla gamba della Madonna forma un corpo unico con la statua.