Cerreto Sannita

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Oggi è l’Istituto d’Arte a trasmettere alle nuove generazioni la tradizione artigianale dei tessuti e delle ceramiche, e se i toni delicati dei gialli e dei verdi ingentiliscono ancora la decorazione di piatti e anfore, la struttura di Cerreto Sannita, insignita della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, è tuttora definita dal piano regolatore adottato tre secoli fa per la sua ricostruzione. Fu infatti all’indomani del terremoto del 1688, quando della Cerreto medievale – al tempo centro della signoria dei Sanframondi – rimanevano pochi ruderi, che il vescovo e il duca incaricarono un ignoto architetto di disegnare il nuovo centro urbano. Nacquero così le fughe rettilinee degli ampi viali a scacchiera, la regolarità dei vicoli e l’ordinato affacciarsi delle case.

Tra gli edifici di culto ricostruiti, i principali furono la cattedrale della SS. Trinità, consacrata nel 1739, preceduta da una scenografica scalinata a rampe ricurve, con vasto interno coperto da cupola. Questa chiesa è stata recentemente restaurata, come del resto il prospiciente palazzo del Genio e buona parte del centro storico. Il Museo civico e della Ceramica espone pezzi della produzione locale e ha sede nell’ex convento settecentesco di S. Antonio, attuale Municipio.

Cerreto Sannita è sovrastata a ovest dal monte Erbano (m 1385), propaggine meridionale del massiccio del Matese, interessante per la bella pineta e per le morfologie carsiche sommitali tra le quali si segnala il Campo del Monaco, una conca chiusa a fondo piatto circondata da una fitta faggeta.

Brano tratto da “Campania” edizione Touring Club Italiano, 2001.